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Newsletter - Cinque domande a ...
"Occorre sfruttare al meglio le risorse delle tecnologie digitali"
Paolo Liguori, direttore del TGCom Mediaset e coordinatore della redazione multimediale di Campus Multimedia In.Formazione, descrive le trasformazioni in atto nel sistema televisivo e negli scenari della comunicazione multimediale e del giornalismo: "Tv e nuovi Media dovranno rispecchiare sempre più il modo di vivere di oggi, con un pubblico interattivo e in movimento", mentre occorre dare spazio "ai contributi e alla partecipazione degli utenti", perché comunicare significa anche "innovare i linguaggi e ottimizzare l'innovazione".
Per diversi anni ha guidato "Studio Aperto", il telegiornale di Italia 1, quando la Televisione nazionale in Italia era rappresentata essenzialmente da Rai e Gruppo Mediaset. Ora che lo scenario del sistema televisivo italiano sta cambiando in maniera irreversibile, con l'avvento delle varie piattaforme tecnologiche e il prossimo passaggio al sistema Digitale, Paolo Liguori tiene la barra di comando del TGCom, il notiziario online e multimediale di Mediaset, coordina la redazione digitale del Master in Giornalismo del Consorzio, e segue in prima persona e sul campo le innovazioni tecnologiche e multimediali che stanno trasformando il modo di fare, e di utilizzare, la Televisione e il giornalismo, l'entertainment e l'informazione. "Cambia il mondo della comunicazione multimediale e anche il modo di fare informazione" rileva Liguori, "con le reti e le tecnologie digitali l'utente può essere raggiunto in qualsiasi momento, a casa o in ufficio, via computer o cellulare, e questi strumenti aprono all'interattività e all'interazione tra operatori del settore e pubblico esterno". Una trasformazione in atto per la quale "è necessario e opportuno consentire agli utenti dei vari Media digitali di partecipare direttamente alla produzione dei contenuti, noi lo stiamo già facendo, e stiamo contaminando il nostro linguaggio con quello del pubblico" assicura il direttore del TGCom Mediaset, "anche nel campo del giornalismo e dell'informazione, attraverso quella che io chiamo "La generazione Tsunami", con i video e i filmati ripresi da chi si trova sul luogo delle notizie". Ma il giornalista "resterà un filtro e distributore essenziale" di testimonianze, resoconti e informazione, una sorta di "guida e garante" nel grande labirinto della comunicazione multimediale.
Tv Mobile e standard Dvb-h, notizie e altri contenuti per i telefonini, "User generated content" sul Web, integrazione tra diverse piattaforme tecnologiche e multimediali. Da giornalista ed esperto del mondo della comunicazione, qual è la sua visione sull'utilizzo e le opportunità offerte dai vari supporti tecnologici più innovativi per la produzione e diffusione di contenuti digitali, non solo informativi ma di vario genere ?
"Con l'introduzione del sistema Digitale e la convergenza delle varie piattaforme di diffusione del segnale televisivo, cambia radicalmente il mondo della comunicazione e dei Media multimediali, perché lo stesso contenuto audiovisivo può essere trasmesso su più piattaforme, può essere realizzato dagli addetti ai lavori e utilizzato dal pubblico in maniera completamente diversa rispetto a prima. La Tv, il grande Media di massa per come l'abbiamo conosciuto finora, si svolge con un rituale che è piuttosto in conflitto con il modo di vivere e lavorare di oggi, per cui si è sempre in movimento e sempre più spesso davanti a un computer, anziché davanti al televisore di casa. La prima rivoluzione introdotta dal Digitale consiste nel fatto che l'utente, lo spettatore, può essere raggiunto in ogni momento con la Tv mobile, o con il Personal computer sul posto di lavoro, per un collegamento e un flusso di contenuti senza soluzione di continuità, anche 24 ore su 24. La seconda rivoluzione riguarda l'apertura all'interattività, tra operatori e utenti, dato che con gli strumenti digitali attraverso le funzioni interattive lo spettatore non è più soltanto il destinatario dei contenuti, l'utente non ha più solo un ruolo di pubblico passivo, ma con Pc, Digitale terrestre e telefonino è possibile interagire con ciò che si sta seguendo e guardando. Il pubblico diventa esso stesso produttore e gestore dei contenuti, del resto come produzione di parole siamo già molto avanti, attraverso Sms ed E-mail, e sarà sempre più così anche per l'audiovisivo, dato che anche il Digitale terrestre e l'Umts consentono di trasmettere facilmente immagini e video".
E per quanto riguarda in particolare il giornalismo e i contenuti d'informazione ?
"Stanno cambiando anche gli scenari dell'informazione e le modalità di fare informazione. Per quanto riguarda i canali All-News, per esempio, non si deve pensare necessariamente alla diffusione di contenuti che siano il risultato della sola produzione professionale, ma è opportuno dare spazio anche al contributo interattivo degli utenti. Coloro che normalmente fanno parte del pubblico, e dei destinatari dei contenuti trasmessi, possono realizzare filmati interessanti ed esclusivi collegati a fatti e notizie di rilievo e di interesse generale, attraverso piccole videocamere digitali o cellulari, e mettere quindi a disposizione di tutti una serie di particolari e arricchimenti sui contenuti di cronaca in arrivo dagli utenti. È un fenomeno che io chiamo 'La generazione Tsunami', in quanto con lo Tsunami del dicembre 2004 per la prima volta le Tv tradizionali sono state messe fuori gioco, per le circostanze dell'evento, e le immagini trasmesse da tutte le Televisioni del mondo sono state quelle riprese dai testimoni oculari e da chi era presente sui luoghi della catastrofe".
In questo contesto e con queste prospettive possono cambiare anche il ruolo e le funzioni del giornalista ?
"Il ruolo dei giornalisti, in questo quadro, non perde d'importanza, anzi, tutt'altro, solo va calibrato secondo i nuovi canoni della comunicazione globale, in cui la disponibilità e l'offerta di contenuti e informazione sono moltiplicate. Ma la gente cerca comunque una guida, ha bisogno comunque di qualcuno che gli faccia da guida e da garante della qualità e dell'attendibilità di ciò che vede e dei contenuti che ha a disposizione. I giornalisti sono e resteranno quindi dei 'distributori essenziali' di contenuti, continueranno a fare da filtro e selezione delle notizie, e continueranno a confezionare in maniera professionale le testimonianze, i resoconti e le immagini anche nel mondo della comunicazione digitale".
Nella Sua veste di direttore del TGCom Mediaset, quali attività avete già sviluppato nel campo delle piattaforme di rete, mobili e multimediali, ad esempio per quanto riguarda gli "User generated content", i contenuti realizzati direttamente dagli utenti dei Media, stile YouTube ?
"Il TGCom rappresenta una redazione multimediale assoluta, tutti i giornalisti sanno fare informazione sui vari Media e realizzano contenuti per varie piattaforme, dal sito online alle notizie-flash di MediaVideo, dai testi via Sms ai filmati per la telefonia mobile. Noi del TGCom siamo tra i promotori in Italia degli 'User generated content' applicati all'informazione, in quanto proponiamo al pubblico di realizzare per noi dei video collegati alle notizie del giorno, di inviarceli in esclusiva con una liberatoria per il loro utilizzo, e noi li mettiamo in Rete e ne diamo diffusione. Cambia anche così il modo di fare informazione e comunicazione, tutto ciò porta a una nuova visione dei fatti, e iniziamo a contaminare il linguaggio televisivo anche con il linguaggio del pubblico".
Lei coordina la redazione digitale del Master in Giornalismo di Campus Multimedia In.Formazione, come intendete formare i giornalisti praticanti del Master in questi ambiti di competenze ?
"Proprio in considerazione delle trasformazioni in atto, abbiamo scelto di dare un forte indirizzo multimediale al Master in Giornalismo del Campus. Nei due anni di corso, che coincidono con il praticantato professionale, gli allievi del Master in Giornalismo si preparano a lavorare all'interno dei nuovi scenari multimediali, pronti a svolgere tutte le funzioni che il mercato del lavoro di oggi richiede, pronti a trattare e trasmettere i contenuti d'informazione sui vari Media e sulle varie piattaforme tecnologiche disponibili. Fare giornalismo oggi significa anche tenere conto di come funzionano e come trattano le notizie i diversi Media: trent'anni fa si poteva addirittura scegliere se fare uscire una notizia subito oppure il giorno dopo, oggi il pubblico ha già sentito, letto, visto la stessa notizia diverse volte nell'arco di mezza giornata, ancora prima magari di tornare a casa dal lavoro. Chi informa attraverso un certo Media, che sia Internet o la Tv, deve sapere bene come stanno lavorando contemporaneamente gli altri Media per poterli integrare, per dare un'informazione integrata e diversamente articolata. Le nuove tecnologie offrono importanti e interessanti opportunità e risorse, dobbiamo abituarci a sfruttarle e capire come svilupparle al meglio".
A cura di
Stefano Casini
(stefano.casini@iulm.it)