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Il "Baco del Corriere" al Master in Giornalismo
Massimo Mucchetti, vicedirettore del Corriere della Sera e autore del libro sullo spionaggio informatico in redazione, ha illustrato agli allievi del corso biennale di Campus Multimedia In.Formazione le ragioni che lo hanno spinto a scrivere un'opera quanto meno "scomoda" per diverse realtà dell'establishment politico-finanziario italiano. A cominciare dal Gruppo editoriale per cui lavora
Il diritto di critica arriva al diritto di "sputare nel piatto nel quale si mangia" ? È una domanda da un milione di dollari, specialmente se rivolta a un giornalista. Se poi il giornalista in questione è Massimo Mucchetti, vicedirettore "ad personam" del Corriere della Sera, la domanda vale almeno il doppio. Perché c'è stato un tentativo di spionaggio con un "baco" informatico che ha cercato d'intrufolarsi nel computer di Mucchetti per spiargli i file archiviati. E cosa ha fatto il vicedirettore del quotidiano di via Solferino ? Le ha raccontate a tutti coloro (davvero molti) che hanno letto il suo libro "Il baco del Corriere", caso editoriale degli ultimi mesi. E dal libro in questione il gruppo Rcs MediaGroup, il "piatto" dal quale attualmente "mangia" Mucchetti appunto, non ne esce proprio bene.
E prendendo spunto proprio dagli argomenti e resoconti del volume, il vicedirettore del "Corrierone" è stato il protagonista di un incontro con gli studenti del Master in Giornalismo di Campus Multimedia In.Formazione. Due ore serrate di domande e di dibattito, durante le quali Massimo Mucchetti mantiene i polsini della camicia sbottonati, unica scapigliatura che si concede.
"Ricordate l?Inter del mitico Herrera ? Giocava in contropiede" esordisce Mucchetti parlando del "verme informatico" protagonista del suo libro. "Ho fatto come quella mitica Inter. Questo sconosciuto pirata informatico voleva soffiarmi i file per sapere cosa ci fosse nel mio computer ? Bene, mi sono detto, ora lo faccio sapere io a tutti". E va bene, senza dubbio la storia c'è e si prestava a essere raccontata. Ma il libro è critico, a vari livelli, verso personaggi che si potrebbero definire, nei loro campi, "pezzi da novanta", come Marco Tronchetti Provera e Guido Rossi, dipinto quasi come un Azzeccagarbugli di lusso.
"Su Tronchetti Provera l'informazione ha pagato uno scotto destinato a futuri ricorsi. Per i Media è stata troppo forte la tentazione d'incoronare l'erede di Gianni Agnelli, invece di analizzare le solidità industriali che stanno dietro al capitano di turno". Tronchetti avrà poi anche visto intaccata la solidità del suo potere, ma Guido Rossi vive invece da qualche tempo una sorta di momento magico nell'establishment politico-finanziario italiano. "Certo" riprende sereno il discorso Mucchetti, "ma Rossi mica è la Madonna ! In realtà esistono due Guido Rossi: uno è il professore di Diritto societario che scrive libri eccellenti sulla concorrenza, sulla struttura delle società e così via. L'altro Guido Rossi è il professionista di grido che lavora per i più importanti gruppi industriali del Paese, e da loro percepisce le parcelle per le sue prestazioni professionali. Ad esempio ha lavorato anche per Telecom nonostante Tronchetti gli stesse antipatico".
Resta il dubbio su chi sarà "licenziato" nel prossimo libro di Mucchetti, dopo "i padroni" del precedente libro e i banchieri in questo "Il baco del Corriere". A questo punto l'autore ha un guizzo, appena percettibile da una maggiore apertura degli occhi, e dice: "Questa volta direi che ho rischiato di essere licenziato io. Scherzi a parte, mica voglio licenziare le banche. Ma, visto che i banchieri dicono spesso di voler rendere "un servizio al Paese", e allora lo facessero fino in fondo "sto servizio", e si spostassero dalla proprietà dei giornali. E poi le categorie del capitalismo italiano mi sembrano esaurite. Vedremo".
"Il baco del Corriere" non è un libro da metropolitana o da comodino. È un libro da tavolino, su cui incamminarsi senza musica in sottofondo. È un libro duro, tosto, nudo nelle cifre e nelle stringenti analisi, cui Mucchetti ci ha abituato nella sua rubrica "A conti fatti" sul quotidiano milanese. Se cercate il gossip o i frizzi e i lazzi da "furbetti del quartierino" leggete qualcos'altro. Questo è un libro maledettamente scomodo, soprattutto per la Rizzoli-Corriere della Sera. Infatti "Il baco del Corriere" è stato pubblicato dalla Feltrinelli, e non dalla Rizzoli come avviene di solito per i giornalisti del Corrierone.
A cura di Simone Savoia
allievo del Master in Giornalismo