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Newsletter - Cronache & Appunti

Un convegno di Campus Multimedia In.Formazione
per anticipare gli scenari della Tv del futuro

Il Consorzio formato da Università IULM e Gruppo Mediaset ha chiamato a raccolta manager e protagonisti del sistema televisivo e delle Tlc. Per un confronto tra il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, e il consigliere Rai Carlo Rognoni, su regole, mercato e transizione alla Tv Digitale. E con un dibattito su innovazione e strategie di Mediaset, Telecom Italia, Vodafone, 3 Italia e Wind

Si scrive Ugc, e si legge "User generated content", i contenuti, sopratutto audiovisivi, realizzati e diffusi dagli stessi utenti dei mass-media e della Grande Rete in particolare. È il fenomeno, forte e inaspettato, che ha investito negli ultimi mesi il mondo dei Media . Il portale YouTube è solo l'ultimo esempio della sua evoluzione, o forse è la sineddoche che meglio lo rappresenta. 

Lo aveva annunciato anche il Times, proponendo come personaggio dell'anno per il 2006 il "You" dei lettori, il "tu" del consumatore dei Media, che si trasforma in "user" e in creatore di contenuti. E allora dietro ai video che una volta venivano definiti (in maniera quasi dispregiativa) "amatoriali", nell'elenco degli esempi si inseriscono di diritto i blog, i podcast, le foto scattate con i cellulari di ultima generazione, le interazioni tra i Media attraverso gli Sms. E poi ancora Wikipedia, ed eventi di recente esplosione come Second Life. E se la sociologia contemporanea si affanna a leggere nell'Ugc nuove o presunte forme di democrazia civile partecipativa, ciò che per ora traspare in maniera inequivocabile è la "techne" per cui tale motivo avviene: la diffusione di soluzioni hardware e software semplici e a basso costo. 

Di questo, e molti altri argomenti, si è discusso lo scorso 2 marzo in occasione della Tavola rotonda organizzata dal MIMM, il Master in Management Multimediale di Campus Multimedia In.Formazione, per anticipare gli scenari della Tv del futuro, e intitolata non a caso "La Tv e l?arte della morra cinese", a indicarne le difficoltà di analisi e previsione su sviluppi e risultati. 

Il Consorzio ha chiamato a raccolta manager e protagonisti del sistema televisivo e delle Telco in un dibattito su scenari e prospettive dell'innovazione, in cui a illustrare le proprie strategie sono stati  Mediaset, Telecom Italia, Vodafone, Wind e 3 Italia.
A moderare i lavori, nell'auditorium Giorgio Gaber del grattacielo Pirelli di Milano, Fausto Colombo, docente di Campus e membro del Comitato scientifico del MIMM. "Qualunque sia la Tv del futuro, dovranno essere i grandi brand a indirizzare le tappe della crescita tecnologica e culturale di un mercato che si evolve in maniera vertiginosa intorno al piccolo schermo" ha rilevato Colombo: "in passato Tlc e Broadcaster correvano su due linee parallele. Oggi invece tendono a convergere sul piano tecnologico e sui contenuti".

E su convergenza e mediamorfosi hanno discusso Josè Manuel Saiz dell'Università di Madrid, Emilio Pucci, direttore di E-media Institute, Espen Ytreberg dell'Università di Oslo e Piero De Chiara, presidente DGTVi, l'associazione che riunisce gli operatori televisivi coinvolti nella transizione al Digitale terrestre. E poiché l'Ugc strizza un occhio anche agli operatori del marketing, ecco che Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia, annuncia che sul portale di 3 partirà a breve "Tifosi 2.0", canale di intrattenimento sportivo creato esclusivamente con i contenuti inviati dagli utenti-tifosi. Ma a correggere il tiro sui possibili contenuti realizzati dagli stessi utenti dei Media interviene Stefano Parisse, direttore strategie di Vodafone, che sottolinea: "Occorrono contenuti validi, culturali, o gli unici video che andranno per la maggiore nella Tv del futuro saranno quelli delle caramelle Mentos che -esplodono-  una volta immerse nella Diet Coke". Gli fa eco Colombo che osserva: "Anche nell?epoca di YouTube, gli spettatori avranno bisogno di professionalità che organizzino e distribuiscano i contenuti. È qui che entrano in gioco i grandi brand. È necessario che dietro la frammentata offerta televisiva che si prospetta per i prossimi anni, si trovino dei marchi forti, che abbiano il duplice ruolo di filtrare il materiale  e garantirlo". 

La giornata di lavori è poi proseguita con un confronto diretto, moderato dal direttore del TGCom, Paolo Liguori, tra il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, e il presidente del Gruppo Mediaset, Fedele Confalonieri, e il consigliere Rai Carlo Rognoni, su regole, mercato e transizione alla Tv Digitale. Argomento scottante, la prevista riforma Tv che penalizzerebbe Mediaset mettendo dei paletti alla raccolta pubblicitaria delle aziende. Ma Confalonieri ha ribadito quanto già dichiarato in passato: "Spero che in Parlamento prevalga il buonsenso. Se andassero in porto certe decurtazioni contro di noi, che sono assurde, certo ci sarebbero problemi occupazionali. Se Mediaset non potesse fare più gli investimenti che sa fare, sarebbe una perdita anche per il Paese". E sull'avvento della Tv Digitale è intervenuto anche Rognoni sottolineando l'importanza degli investimenti sulla Tv ad alta definizione: "Il valore aggiunto della Tv Digitale terrestre è l'alta definizione, oltre che la dimensione del "mobile". Senza di queste si è tagliati fuori, poiché tutti procedono in quella direzione, Sky per prima". 

A cura di Matteo Fermi, Simone Granalli e Sabatino Carriaggio
allievi del Master in Management Multimediale