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Internet, Banda larga e piattaforme tecnologiche
un seminario del MIMM manda in onda la Tv del futuro

L'incontro dedicato a "La Tv Internet Protocol tra Broadband e convergenza", organizzato dal Master in Management Multimediale del Consorzio IULM-Mediaset, ha chiamato a raccolta i protagonisti dei prossimi scenari delle Telecomunicazioni. Che sulla Televisione che verrà hanno ancora qualche certezza e molti interrogativi

L'Internet Protocol Television (IPTV) rappresenta a diritto una delle sfide più avvincenti con cui gli operatori delle Telecomunicazioni saranno chiamati a misurarsi nel futuro scenario comunicativo. Al centro del dibattito si impone non soltanto l'effettiva affermazione di questa nuova tecnologia a Banda larga, ma anche una riflessione riguardo al valore aggiunto che essa potrebbe apportare come modello di business per gli operatori del settore, come modalità di fruizione alternativa della Tv, come piattaforma di servizi multimediali "ad hoc" per gli utenti e i telespettatori. Forte a questo proposito il coinvolgimento e l?interesse degli studenti del Master in Management Multimediale (MIMM), che hanno avuto la possibilità di assistere in prima persona al confronto e dibattito tra i diretti protagonisti dell'evoluzione tecnologica degli ultimi anni, intitolato "La Tv Internet Protocol tra Broadband e convergenza", che si è svolto presso l'Auditorium Mediaset di Cologno Monzese all'inizio di febbraio.
Un laboratorio, una fucina di proposte, che ha visto emergere la comune necessità di agire in fretta nella direzione di nuovi modi di fare televisione. François De Brabant, amministratore delegato di Between, che ha coordinato il dibattito, ha focalizzato l'attenzione sull'importanza di trovare nuovi contenuti in grado di catturare un'appetibile fetta di consumatori italiani inclini al cambiamento, e di arginare il rallentamento a cui la Banda larga andrà incontro nei prossimi anni. Paolo Campoli, director SP Solutions Development di Cisco Systems, ha poi insistito sull'opportunità per i broadcaster di adattarsi a un modello "user-generated content" (Ugc), che aumenti la qualità dell'esperienza del fruitore, garantendogli un valore aggiunto capace di fidelizzarlo e, in generale, di ridurre drasticamente il tasso di abbandono del cliente.
A portare la propria testimonianza di operatore multimediale e a Banda larga è intervenuto Andrea Conte, direttore Divisione Residential & Business di Fastweb, che ha inquadrato l'IPTV come un mercato comunque non sostitutivo della televisione tradizionale. Ha quindi insistito sul tema dell'interattività e del profiling degli utenti Enrico Lavoro, responsabile Piani e Innovazione Marketing di Telecom Italia, mentre Alessandro Canzian, responsabile Product Development Manager di BT Italia, si è concentrato sull'importanza della qualità della fruizione e del contenuto.
Così come ribadito da Fabrizio Meli, direttore editoriale di Tiscali Italia, "se la convergenza è un dato di fatto, è difficile delinearne i futuri protagonisti". Unica certezza al riguardo rimane la centralità dei bisogni del cliente, che Andrea Rossini, head of Consumer Proposition and Content di Vodafone, ha sintetizzato nelle stesse caratteristiche della rete mobile: "personalizzazione, libertà di scelta, convenienza e valore di aggregazione". Dall'intervento di Francesco De Leo, direttore Strategy & Business Developement di Wind, è risultato tangibile quanto urgenti siano gli interrogativi a cui dare risposte adeguate per la creazione di un business vincente, innovativo e durevole.
A chiudere il seminario è intervenuto Fausto Colombo, docente del Master in Management Multimediale e direttore dell?Osservatorio sulla Comunicazione dell'Università Cattolica di Milano, che ha evidenziato alcune delle principali domande a cui serve ancora dare una risposta: nell'IPTV prevarrà la ritualità della Rete o della Televisione ? A guidare le trasformazioni in atto saranno le piattaforme tecnologiche o i contenuti ? Siamo davanti a una reale innovazione ? La posta in gioco è alta.

A cura di Manuela Picci e Maria Germano,
allieve del Master in Management Multimediale