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Gli studenti del Master in Giornalismo ai "Box" del mensile Quattroruote
Un giornale che dal 1956 racconta la passione per Auto e Motori, un circuito riservato dove i test sugli ultimi modelli diventano resoconti e valutazioni negli articoli degli esperti. Per gli allievi del Master in Giornalismo una visita per vedere da vicino come nasce un mensile che è la "Bibbia" degli appassionati del settore
Gli studenti del primo e del secondo anno del Master in Giornalismo del Campus hanno scoperto la "galassia" Quattroruote. Ovvero il complesso sistema che ruota intorno al più importante e diffuso mensile di motori italiano. Una visita, all'inizio di marzo, nella sede di Rozzano, per scoprire l'originalità di un mensile nato dall'intuizione felice del giornalista ed editore Gianni Mazzocchi nel 1956, e intorno al quale è cresciuta un'azienda, l'Editoriale Domus, che oggi esporta quel modello in tutto il mondo.
La visita comincia dalla nuovissima redazione del mensile, un grande open-space trasparente, con i grafici al centro dell'enorme salone e il settore web -che cura il portale quattroruote.it- completamente integrato con le altre aree di lavoro. La direzione e gli uffici amministrativi si trovano in stanze attigue più piccole, mentre la sala riunioni è un parallelepipedo in plexiglass, sospeso in aria a tre metri d'altezza. Ma andiamo con ordine. Il vero punto di forza di Quattroruote è il dietro le quinte. A cominciare dagli studi fotografici per i veicoli. In uno di questi, come afferma orgoglioso il direttore Mauro Tedeschini, entra tranquillamente un Tir. Le foto sono fondamentali. E infatti la cura è maniacale. In studio c?è una Fiat Bravo; sembra una modella, vista la cura per i particolari con cui viene fotografata.
L'altro pezzo forte è l'esposizione storica di auto d'epoca. C'è tutta la storia dell'auto italiana, a partire dai primi veicoli a motore a scoppio apparsi nel Bel Paese fino ad arrivare alle "introvabili", le auto fabbricate in edizione limitata. La forza che fa di Quattroruote un mensile con un suo zoccolo duro di seguaci (e comunque costa 4 euro e 20 cent), la si può respirare tra gli hangar di via Mazzocchi: una passione per i motori che rasenta il fanatismo da setta religiosa, unita alla capacità di entusiasmare anche i novizi. A questo proposito è lo stesso direttore Tedeschini a sottolineare: "L?intuizione di Gianni Mazzocchi fu quella di capire prima di altri che l'auto in Italia stava per diventare un prodotto di massa. E quindi ci sarebbe stata la necessità di un'informazione che diffondesse un'educazione stradale. E che mostrasse l'auto non come un mito puro e semplice, ma come un prodotto con pregi e difetti".
E infatti il fiore all'occhiello di Quattroruote sono le prove su strada. Ma non su una strada qualsiasi. Bensì sull'ennesima punta di diamante che quelli di Quattroruote sciorinano: il circuito di proprietà del mensile, a Vairano, nel pavese. Provare per credere, come è toccato a noi, una Land Rover Freelander 2 nuova fiammante. Con il collaudatore Maurizio, si sperimenta l'ebbrezza di stare seduti dentro un fuoristrada inchiodato in cima a una salita con pendenza dell'85%. Oppure si prova a scommettere su quanto tiene il mezzo su un piano inclinato. Per poi scendere dalla giostra, e uscire dal mondo Quattoruote. Mondo di patiti per i motori ai limiti dell'amore folle. Pronti a evangelizzare chiunque.
A cura di Simone Savoia
allievo del Master in Giornalismo